sabato 15 maggio 2010
giovedì 1 aprile 2010
45 MILIARDI
45 MILIARDI DI EURO 45 OGNI ANNO
45 MILIARDI DI EURO 45
Cosa fareste se aveste 45 MILIARDI DI EURO 45 ogni anno ???
Cosa fareste se aveste 45 MILIARDI DI EURO 45 l'anno...ma foste minacciati dalla giustizia in quanto di provenienza illecita ?
cosa fareste se aveste 45 MILIARDI DI EURO 45 l'anno e voleste far in modo di poter continuare ad averli ?
cosa fareste se aveste 45 MILIARDI DI EURO 45 l'anno e voleste creare le condizioni intorno a voi per poter vivere sicuro....
sicuro che non vi arrestino !
Sicuro che vi lascino continuare!
sicuro che possiate stare sicuro !!!???
Sicuro di trovare un modo per utilizzare questi 45 MILIARDI DI EURO 45 ogni anno
Sicuro che questo fiume di denaro possa entrare in circolazione per essere goduto come vi pare e piace ?
IO PENSO CHE QUALCUNO CON 45 MILIARDI DI EURO 45 OGNI ANNO
PER POTER STARE SICURO
COMPREREBBE
TUTTO E.....
.......
TUTTI !!!!!
COME ??????
IN CHE MODO ???
CON QUALE SISTEMA ???
Chiedetelo alla 'Ndrangheta !
E SE QUESTO NON VI PIACE.............
ALLORA............
D I S O C C U P I A M O L I ! ! ! ! ! ! ! ! !
giovedì 25 febbraio 2010
lettera a MICHELE NISTA...in ricordo di Ongaro Ossana e Trivellin
profetun-arcangelo-seminatore di senape-raccoglitore di giusti,
è con grande commozione che leggo la tua sensibilità sincera nei riguardi di chi..... come i Tre da Te citati... ha fatto grande il nostro paese !
Caro Michele,
sai bene come io...lungi dall'amare-approvare-condividere-sostenere-fiancheggiare o quant altro.... il nostro Primo Ministro...e soprattutto per motivi di forzata sub-cultura in quanto inneggiante,con le sue reti, all'esaltazione sistematica di valori....."valori".... che con tale termine nulla hanno a che vedere;
sia comunque ,io, poco propenso ad individuare Il Primo Ministro come CAUSA PRINCIPALE del nostro Dissesto.... Ma piuttosto ,io, lo consideri soltanto L'EFFETTO di uno stato di cose che ha radici in qualcosa di storicamente molto più antico e profondamente infiltrato nei gangli della nostra TUTTA ORMAI società !!!!
Nell'unirmi dunque alle tue preghiere per coloro che lottano-stentano-non ce la fanno più-combattono ancora-consapevoli che però....
SE QUALCOSA NON CAMBIA
Anche loro saranno costretti a cedere...chiudere...fallire...mandare a casa famiglie di operai........
TI CHIEDO...... MI CHIEDO......CHIEDO AL TUO POPOLO DI GIUSTI
MA SIAMO CERTI--- AMICO MIO PROFETA--- CHA SIA SUFFICIENTE LIBERARSI DEL PREMIER ????
SI PUO' ATTRIBUIRE A LUI L'INTERO SFACELO DELL'ECONOMIA DELLA PICCOLA E MEDIA IMPRESA ?
Eppure al suo fianco esiste ...e predomina...una certa LEGA...che ..degli interessi di quei soggetti ne ha sempre fatto il suo cavallo di battaglia....
Vedi AMICUN profeta.... io mi sento davvero sempre più ultrainfinatamente straconvinto che il punto di partenza ....per un vero cambiamento.... per poter nuovamente sperare che il GIUSTO si faccia largo....
E' uno ed uno soltanto
DISOCCUPIAMOLI
ANTIPROIBIZIONISMO
TOTALE E REGOLAMENTATO
Gli va tolta la linfa
sono potenti come i petrolieri
sono potenti come gli armieri
sono potenti
sono assassini
sono infiltrati
sono ovunque
la loro forza è tutta lì
in un traffico che gli rende l'8% l'8% l8% l'8%
del P.I.L.
DISOCCUPIAMOLI !!!!
con stima e affetto
Max.B.
mercoledì 3 febbraio 2010
D I S O C C U P I A M O L I
California. Cannabis, raccolte le firme su referendum per legalizzarla. Sondaggi favorevoli
Si fa reale la possibilità che la California giunga, per prima negli Usa, alla legalizzazione della cannabis al pari di altre sostanze come tabacco e alcool. Sono infatti state raccolte e depositate oltre 700mila firme per un referendum che sarà sottoposto agli elettori il prossimo novembre. Il Segretario di Stato della California, Debra Bowen, dovrà certificare almeno 434mila di quelle firme, numero necessario per l'inserimento di un quesito referendario sulla scheda elettorale.
Se approvata, la legge permetterebbe a chi ha raggiunto l'età di 21 anni di possedere fino ad un'oncia di marijuana e di coltivare piante di cannabis per uso personale. Le amministrazioni locali potranno anche tassare e regolare la vendita della sostanza.
Un sondaggio ha recentemente rivelato che il 56% degli elettori californiani è d'accordo con la legalizzazione della marijuana. Mark DiCamillo, il direttore dell'istituto demoscopico, ritiene che ci siano buone probabilità che il referendum sia approvato.
La crisi economica in cui versa la California potrebbe dare una mano ai sostenitori della legalizzazione. "Gli elettori cercheranno modi per ridurre il debito senza troppi sacrifici", ha spiegato DiCamillo al Los Angeles Times.
I promotori del referendum questa volta sono ben organizzati. Secondo il San Francisco Chronicle, hanno raccolto e investito già un milione di dollari per raggiungere quota 700mila firme. Altri dieci milioni di dollari saranno disponibili per la campagna referendaria. Dalla loro, sono schierati poi numerosi scienziati, accademici, associazioni mediche e persino diverse organizzazioni di polizia. Lo stesso governatore, Arnold Schwarzenegger, si è detto aperto alla legalizzazione e tassazione della marijuana, che potrebbe portare nelle case dello Stato quasi due miliardi di dollari ogni anno.
martedì 2 febbraio 2010
GENERALI ACEA TELECOM..... CHE ALTRO ???
.....GLI AMICI DI ROCKERDUK
giovedì 28 gennaio 2010
fosse vero....
A 40 anni dall'offensiva di Nixon,
Obama tira il freno. E pensa alla
marijuana libera
MARCO BARDAZZI
Il blitz di fine anno sembrava di quelli decisivi.
L’irruzione dei reparti speciali messicani in un
condominio di lusso si era conclusa lasciando disteso
su un tappeto pregiato il cadavere crivellato di colpi
di Arturo Beltran Leyva. Un pezzo grosso del
narcotraffico, responsabile di aver cosparso per anni
le strade americane di cocaina e marijuana per
miliardi di dollari. Ma l’illusione che l’organizzazione di Beltran Leyva entrasse in crisi ha avuto vita breve:
tempo pochi giorni ed è stato scelto il successore del boss defunto, mentre un commando di killer si è
vendicato uccidendo vari membri della famiglia di uno dei poliziotti protagonisti dell’irruzione. Un copione
che si ripete da anni, accompagnato nell’ultimo triennio da oltre 15.000 morti negli scontri lungo il confine
Messico-Usa per il controllo del business della polvere bianca.
La carneficina messicana, unita alla sempre maggiore difficoltà per gli Usa a trovare alleati per la linea
dura tra i governi dell’America Latina, sta portando a una svolta storica. A 40 anni dalla decisione del
presidente Richard Nixon di lanciare unilateralmente la «guerra alla droga», l’America di Barack Obama è
pronta a dichiarare impossibile da vincere il conflitto, a chiuderlo e a trasformare radicalmente la gestione
della lotta agli stupefacenti.Dopo aver speso negli anni oltre mille miliardi di dollari di soldi pubblici in un
conflitto che sembra sempre in stallo, gli Usa senza enfasi stanno ritirando gli agenti della Dea (Drug
Enforcement Administration) dai fronti in Colombia e in Afghanistan. I fondi per la lotta al narcotraffico
vengono deviati verso campagne di prevenzione. In Congresso sono partiti i lavori di una commissione che
deve riscrivere completamente la strategia antidroga.
E alla Casa Bianca, il presidente fa studiare seriamente al proprio staff la fattibilità di un passo che avrebbe
ripercussioni mondiali: legalizzare la marijuana. Il New Jersey è diventato in questi giorni il 14° Stato degli
Usa ad approvare l’uso dell’«erba» per fini medici, confermando che esiste un vasto sostegno da parte
dell’opinione pubblica ad agire anche su scala nazionale. Ma ad aver lasciato un segno su Obama è stato
soprattutto un colloquio con tre ex presidenti dell’America Latina, tutti con credenziali conservatrici,
quindi difficili da attaccare per i repubblicani proibizionisti. Ernesto Zedillo (Messico), Cesar Gaviria
(Colombia) e Fernando Enrique Cardoso (Brasile) hanno raccomandato a Obama di legalizzare la
marijuana, per togliere almeno una fonte di guadagno al narcotraffico. Un altro suggerimento
all’amministrazione, circolato anonimamente sul Wall Street Journal perché nessuno si azzarda a dirlo
pubblicamente ma attribuito a fonti autorevoli, è quello di abbassare un po’ la guardia nei Caraibi, per
favorire i traffici nella regione.
Il motivo? Indebolire le gang messicane. L’offensiva contro i «cartelli» colombiani negli Anni 80 e 90 ha
chiuso infatti per loro buona parte delle rotte caraibiche per rifornire gli Usa. Ma ha anche spostato il
problema in Messico. Nel 1991 circa il 50% della cocaina diretta verso gli Stati Uniti passava sul territorio
messicano. Adesso la percentuale è del 90%, i boss locali impongono il prezzo ai colombiani e controllano
tutto l’iter, con profitti immensi: un chilo di cocaina vale 1.200 dollari in Colombia e viene rivenduto a
80.000 dollari nelle strade di New York.
DISOCCUPIAMOLI !!!
La voce del Profeta
- Michele Nista
- Meglio morto che sotto i mafascisti, i nazicamorristi, i fasciondranghetari Berluscones e Padanazistones ( ossia la feccia piu' estrema di chi dittatura l'Italia al momento, a botte enormi di discriminazioni, complotti e incitazioni all'odio). Do ora a quando verro' a mancare, fosse anche solo tra un secondo, saro' come l'erba selvatica: tagli qui, spunta li, li, li, li
Michele Nista
